Possibile che per rendere un libro qualcosa di fruibile al pubblico cinematografico bisogna espropriarlo di tutto quello che non sia luogo comune?
Mi spiego. Una delle regole che osservo, quando non ho letto un libro da cui è stato tratto anche un film, è prima vedere quest'ultimo e poi leggermi l'opera originaria, indiscriminatamente dal mio giudizio sul film stesso (nel caso invece avessi già letto il libro, ultimamente il film non me lo vedo affatto).
Questo ragionamento è valso anche per "Stardust", e, come al solito, il film è stato qualcosa che manteneva solo una traccia di quello che il libro conteneva.
Uscendo dal cinema non potevo credere che Gaiman avesse potuto scrivere una favola tanto (fastidiosamente) melensa, sdolcinata e anche un pò trita e ritrita (la solita strega cattiva, il ragazzetto ingenuo ma tanto eroe dentro, la bella di turno da salvare ecc ecc).
E difatti, fortunatamente, il libro è tutt'altro. C'è, si, la storia d' "amore", ma insieme ci sono anche i temi dell'amicizia, dell'essere generosi con gli altri e di rendere merito a chi lo è con noi...e una visione più realistica del detto "e vissero per sempre felici e contenti". A questo poi va ad aggiungersi anche una struttura narrativa di una certa portata, di cui il film è privo. In pratica il solito grande Gaiman.
Sta di fatto che questo tipo di risultato, nella messa a confronto film/libro, lo ho avuto il 99% delle volte*.
Qualsiasi meccanismo narrativo un pò più complesso, qualsiasi cosa che sia leggermente di fuori dai "topos" del genere per cui nascerà il film, viene estirpato e, quel che è peggio, spesso sostituito da eventi o archi narrativi banali.
Ma, dico io, non avrebbe più senso scrivere direttamente qualcosa di originale per il cinema invece di attingere malamente da opere che hanno la loro bella dignità nelle pagine stampate? MAH
Mi spiego. Una delle regole che osservo, quando non ho letto un libro da cui è stato tratto anche un film, è prima vedere quest'ultimo e poi leggermi l'opera originaria, indiscriminatamente dal mio giudizio sul film stesso (nel caso invece avessi già letto il libro, ultimamente il film non me lo vedo affatto).
Questo ragionamento è valso anche per "Stardust", e, come al solito, il film è stato qualcosa che manteneva solo una traccia di quello che il libro conteneva.
Uscendo dal cinema non potevo credere che Gaiman avesse potuto scrivere una favola tanto (fastidiosamente) melensa, sdolcinata e anche un pò trita e ritrita (la solita strega cattiva, il ragazzetto ingenuo ma tanto eroe dentro, la bella di turno da salvare ecc ecc).
E difatti, fortunatamente, il libro è tutt'altro. C'è, si, la storia d' "amore", ma insieme ci sono anche i temi dell'amicizia, dell'essere generosi con gli altri e di rendere merito a chi lo è con noi...e una visione più realistica del detto "e vissero per sempre felici e contenti". A questo poi va ad aggiungersi anche una struttura narrativa di una certa portata, di cui il film è privo. In pratica il solito grande Gaiman.
Sta di fatto che questo tipo di risultato, nella messa a confronto film/libro, lo ho avuto il 99% delle volte*.
Qualsiasi meccanismo narrativo un pò più complesso, qualsiasi cosa che sia leggermente di fuori dai "topos" del genere per cui nascerà il film, viene estirpato e, quel che è peggio, spesso sostituito da eventi o archi narrativi banali.
Ma, dico io, non avrebbe più senso scrivere direttamente qualcosa di originale per il cinema invece di attingere malamente da opere che hanno la loro bella dignità nelle pagine stampate? MAH
*vedi anche qualsiasi film tratto da un libro di King.
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