giovedì 31 gennaio 2008

A causa di eventi a me collaterali in questi giorni mi sono trovata a dover convivere con una situazione che mi sta facendo fortemente riflettere sull'importanza della limpidità di comunicazione fra persone che hanno un legame affettivo.

Certo, detto così sembra ovvio, "se uno si vuol bene perchè tacere delle Verità"?
Quindi anche facile giudicare negativamente colui che tace, presupponendo che in fondo non provi tutto quest'amore, visto che non è sincero...

Invece bisogna considerare che, in alcuni casi, la profondità del legame è direttamente proporzionale a quanto sia difficile trovare la forza che serve, il coraggio che deve esserci, per dire alcune verità a chi amiamo, perchè sappiamo che queste verità potranno farla soffrire.
Così, in buona fede, ci si convince che forse tacendo riusciremo a salvaguardare quella persona dal dolore e che nel frattempo qualcosa arriverà per sistemare tutto, anche se nel proprio profondo si sa che nulla potrà sistemare le cose.

E così si tace, non per mancanza di amore, ma esattamente per il contrario...per il troppo amore...

Il che mi ha suscitato un'altra considerazione: per rifuggire questo comportamento bisogna sempre ricordarsi che sarà poi difficile che la persona a cui teniamo, una volta scoperto che qualcosa le veniva taciuto, possa mai più avere fiducia in noi...perchè, nel tentativo (mancato) di salvaguardarla da un solo dolore, la metteremo di fronte anche al dispiacere e alla rabbia di sentirsi tradita proprio da chi non pensava potesse mai tradirla, e proprio nel momento in cui avrebbe più bisogno della nostra presenza come "certezza".

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