Un uomo, dopo un incidente che lo segna nell'anima e nel corpo, si trasferisce per un periodo di tempo in un'isola delle Florida, per riprendersi da quanto accadutogli. Lì comincia a coltivare nuovamente una sua giovanile passione, ovvero dipingere. Ma i quadri non sono dei semplici disegni inanimati.
La prolifica attività scrittoria del "Re" mi fa aprire i suoi ultimi lavori sempre con l'enorme timore di restare delusa. Fortunatamente anche stavolta tale timore era destinato a sparire sin dalla lettura delle prime pagine.
Il libro scorre velocemente, sebbene sia un tomo di 740 pagine, diviso in un'ampia parte introduttiva, dedita a farti entrare all'interno della psiche del protagonista affinchè poi si possa entrare in totale empatia con lui, e successivamente impegnata nella parte più prettamente "horror - soprannaturale" che ti fa entrare in un gorgo dal quale non riesci più a distaccarti completamente finchè non ne sei giunto alla fine.
Unica nota, mi sembra che King stia un pò ritirando fuori, sebbene con trame ben scritte e originali, rielaborazioni di idee da lui già partorite, visto che come per Buick 8, in cui protagonista è una macchina come in "Christine", il tema dei quadri come mondi soprannaturali lo aveva già affrontato in Rose Madder.
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