Ieri (davanti a una guinness) si discorreva di vari argomenti....tra questi si è giunti ad una dissertazione sulla "natura" dell'uomo...tanto che si è parlato del pensiero di Rousseau e di quello in contrapposizione di Swift. Prescindendo che io mi trovo d'accordo con il pensiero di Swift in cui a suo parere l'uomo nasce di suo con una natura "corrotta" e non è la società che lo corrompe....da questo discorso m'è ritornato in mente il mito della caverna di Platone e la sua visione dell'uomo.
In questa metafora Platone fa riferimento a delle persone che vivono da sempre dentro ad una caverna, legate in modo tale da poter vedere solo la parete della caverna su cui sono riflesse le ombre di statue trasportate al di là di un muro da altri uomini. Loro, non conoscendo altro che quella realtà, sono convinti che ciò che vedano corrisponda alla realtà stessa.
Poi suppone che uno di quegli uomini riesca a liberarsi e veda muoversi, la di là del muro, quelle statuette. Capirebbe allora che quello che lui credeva reale altro non era che l'ombra di quegli oggetti. Suppone ancora che l'uomo liberato riesca poi ad uscire dalla caverna. Al sole vedrà che anche le statuette altro non erano che riproduzioni di altre cose, e capirebbe quindi che la vera relatà è quella visibile al sole.
A questo punto Platone suppone cosa accadrebbe se questo uomo, ora libero dalle falsità che credeve essere realtà, rientrasse nella caverna per cercare di spiegare quel che ha visto e quindi liberare anche gli altri dalle falsità...
la risposta altro non è che sarebbe ucciso da quelli che erano i suoi compagni che lo temerebbero perchè diverso.
Questa è la VERA NATURA degli uomini....
In questa metafora Platone fa riferimento a delle persone che vivono da sempre dentro ad una caverna, legate in modo tale da poter vedere solo la parete della caverna su cui sono riflesse le ombre di statue trasportate al di là di un muro da altri uomini. Loro, non conoscendo altro che quella realtà, sono convinti che ciò che vedano corrisponda alla realtà stessa.
Poi suppone che uno di quegli uomini riesca a liberarsi e veda muoversi, la di là del muro, quelle statuette. Capirebbe allora che quello che lui credeva reale altro non era che l'ombra di quegli oggetti. Suppone ancora che l'uomo liberato riesca poi ad uscire dalla caverna. Al sole vedrà che anche le statuette altro non erano che riproduzioni di altre cose, e capirebbe quindi che la vera relatà è quella visibile al sole.
A questo punto Platone suppone cosa accadrebbe se questo uomo, ora libero dalle falsità che credeve essere realtà, rientrasse nella caverna per cercare di spiegare quel che ha visto e quindi liberare anche gli altri dalle falsità...
la risposta altro non è che sarebbe ucciso da quelli che erano i suoi compagni che lo temerebbero perchè diverso.
Questa è la VERA NATURA degli uomini....